In Insparya intendiamo la medicina tricologica come un campo in costante evoluzione. Per questo, fin dall’inizio abbiamo puntato sull’integrazione tra ricerca biomedica, innovazione tecnologica ed esperienza clinica per continuare a elevare gli standard di qualità nei trapianti di capelli.

Dopo migliaia di procedure realizzate nei nostri centri, il team medico ha iniziato a porsi una domanda chiave: era possibile migliorare ulteriormente il processo del trapianto di capelli? Ridurre la manipolazione delle unità follicolari, ottimizzare la precisione della procedura o migliorare l’esperienza del paziente sono diventate alcune delle sfide che hanno dato impulso a una nuova fase di sviluppo tecnologico.

Da questa riflessione è nato BotHair UltraPlus®, un dispositivo esclusivo sviluppato dal Gruppo Insparya per ottimizzare le fasi chiave del trapianto di capelli. Questa tecnologia integra il sistema di aspirazione direttamente nell’asse del dispositivo di estrazione, permettendo di raccogliere l’unità follicolare in modo immediato e controllato, riducendone la manipolazione e ottimizzando l’intera procedura.

Tra i principali benefici per il paziente troviamo:

  • Maggiore controllo della procedura: i movimenti durante l’estrazione si riducono significativamente, da 4.000 a soli 160.
  • Minore manipolazione delle unità follicolari.
  • Maggiore tasso di sopravvivenza delle unità follicolari.
  • Maggiore prevedibilità del risultato finale.

Secondo il dott. Carlos Portinha, Direttore Clinico di Insparya e coordinatore dell’area di R&S, questa evoluzione tecnologica è il risultato di anni di ricerca e sviluppo focalizzati sul miglioramento sia della precisione clinica sia dell’esperienza del paziente.

Per comprendere meglio come sia nata questa tecnologia, quali sfide volesse risolvere e come stia trasformando il trapianto di capelli, abbiamo parlato con il team responsabile del suo sviluppo. In particolare con Tiago Esteves, ingegnere e responsabile del Dipartimento di Innovazione e Tecnologia del Gruppo Insparya, che ci spiega l’origine, il funzionamento e l’impatto clinico di BotHair UltraPlus®.

Quando è nata l’idea di creare BotHair UltraPlus®? Cosa vi ha fatto pensare che il trapianto di capelli dovesse evolversi?

È nata dalla necessità di migliorare la procedura di trapianto di capelli, rispondendo alle sfide identificate nel corso di anni di pratica clinica.

Grazie a un’ampia esperienza nel settore, il team è riuscito a identificare con precisione le principali limitazioni e opportunità di miglioramento della procedura tradizionale. Da questa analisi è stato progettato e perfezionato un dispositivo in grado di ottimizzare fasi critiche del processo, riducendo la manipolazione delle unità follicolari, aumentando l’efficienza operativa e contribuendo a risultati più costanti e prevedibili per i pazienti.

BotHair UltraPlus® rappresenta quindi il risultato di diversi anni di ricerca, sviluppo tecnologico e validazione clinica, riflettendo l’impegno strategico del Gruppo Insparya nell’integrazione tra ingegneria biomedica, automazione e medicina tricologica.

Analizzando la tecnica tradizionale, quali aspetti vi hanno fatto pensare: “questo si può fare meglio”?

Il dispositivo nasce principalmente per risolvere tre limiti del trapianto tradizionale:

  • Eccessiva manipolazione delle unità follicolari, che può comprometterne la vitalità.
  • Elevata dipendenza dalla componente manuale, che aumenta la variabilità dei risultati.
  • Efficienza operativa limitata, con procedure più impegnative per il team clinico e per il paziente.

Automatizzando e integrando fasi critiche del processo — come estrazione, aspirazione e conservazione immediata delle unità follicolari — BotHair UltraPlus® contribuisce a una maggiore precisione, standardizzazione, ottimizzazione dei tempi e quindi a una maggiore prevedibilità dei risultati.

Prima di sviluppare la vostra tecnologia, quali limiti avete riscontrato nelle soluzioni già presenti sul mercato?

È una domanda interessante perché, ovviamente, non volevamo reinventare la ruota.

Il primo passo è stato analizzare gli strumenti disponibili nel settore, certificati per uso medico. Tuttavia alcune soluzioni non avevano il livello tecnologico necessario oppure non erano omologate. Dopo averle valutate, nessuna raggiungeva il livello di qualità e prevedibilità che già praticavamo nei nostri centri.

Di fronte a questa realtà abbiamo concluso che le soluzioni esistenti non rispondevano ai nostri standard tecnici e clinici. È stato proprio questo divario tra ciò che offriva il mercato e il livello di eccellenza che volevamo garantire a giustificare lo sviluppo interno di una tecnologia proprietaria.

Insparya investe molto nella ricerca interna. In che modo BotHair UltraPlus® riflette questo approccio?

BotHair UltraPlus® è il risultato della collaborazione tra ricerca biomedica e tecnologica. Anche se ogni dipartimento ha i propri progetti, esiste sempre un supporto reciproco fondamentale per il nostro processo di sviluppo.

Si tratta quasi di un sistema simbiotico: la ricerca biomedica analizza le unità follicolari trattate con i nostri dispositivi per verificare se sono in condizioni adeguate o se hanno subito danni. Allo stesso tempo, queste unità in ottime condizioni permettono alla ricerca biomedica di ottenere nuove informazioni e avanzare nei propri studi.

In parole semplici: cosa rende davvero diverso BotHair UltraPlus® rispetto ad altre tecnologie di trapianto?

BotHair UltraPlus® riflette il modello integrato di ricerca del Gruppo Insparya, basato su una stretta collaborazione tra ingegneria tecnologica e ricerca biomedica.

  • L’ingegneria progetta e ottimizza i dispositivi.
  • La ricerca biomedica valida in modo rigoroso il loro impatto sulle unità follicolari, analizzandone integrità, vitalità e possibili microlesioni dopo estrazione e manipolazione.

I principali fattori distintivi sono:

  • Integrazione tecnologica: il sistema di aspirazione è integrato nel meccanismo di estrazione, consentendo una raccolta immediata e controllata delle unità follicolari.
  • Efficienza operativa: durante l’impianto il dispositivo riduce i movimenti ripetitivi, rendendo il gesto più ergonomico ed efficiente.
  • Sicurezza clinica: rispetta tutti gli standard di sicurezza, controllo delle infezioni e conformità normativa per dispositivi medici, oltre ad essere stato oggetto di uno studio clinico approvato da INFARMED.

In termini pratici, quali miglioramenti offre?

  • Maggiore precisione grazie al design ergonomico che riduce i movimenti necessari durante la procedura.
  • Maggiore controllo tecnico e minore affaticamento del team medico.
  • Migliori risultati grazie alla possibilità di regolare parametri critici come velocità di estrazione e intensità di aspirazione in base alle caratteristiche di ogni paziente.

Il dispositivo integra inoltre sistemi di monitoraggio che forniscono informazioni tecniche rilevanti durante l’utilizzo.

L’estrazione delle unità follicolari è uno dei momenti più delicati del trapianto. Cosa cambia con questa tecnologia?

La principale innovazione è l’integrazione dell’aspirazione direttamente nell’asse del dispositivo motorizzato, in un sistema completamente in linea. Questo permette al medico di lavorare come con un dispositivo convenzionale, ma con raccolta automatica e immediata dell’unità follicolare.

Nelle soluzioni analizzate sul mercato, l’aspirazione spesso richiedeva movimenti aggiuntivi che potevano compromettere la vitalità delle unità follicolari o rendere il gesto meno ergonomico.

Con BotHair UltraPlus®, l’aspirazione immediata minimizza la manipolazione fin dal momento dell’estrazione, contribuendo a una maggiore preservazione biologica.

La sopravvivenza delle unità follicolari è fondamentale. In che modo BotHair UltraPlus® incide su questo aspetto?

L’impatto è diretto e supportato da evidenze scientifiche. La letteratura indica che due dei fattori principali che influenzano la vitalità delle unità follicolari sono:

  • il grado di manipolazione
  • il tempo trascorso fuori dall’ambiente fisiologico.

Integrando l’aspirazione immediata e riducendo movimenti inutili, BotHair UltraPlus® diminuisce significativamente la manipolazione, riducendo il rischio di microtraumi e preservando la struttura follicolare.

Inoltre, ottimizzando il flusso della procedura, riduce il tempo in cui le unità rimangono fuori dal cuoio capelluto, altro fattore determinante per la loro sopravvivenza.

Che cosa cambia per il paziente?

L’impatto riguarda diverse dimensioni dell’esperienza del paziente:

  • Durante la procedura: maggiore efficienza e fluidità tecnica riducono la durata dell’intervento, rendendo il processo più confortevole.
  • Maggiore capacità di estrazione e impianto: quando clinicamente indicato, è possibile trapiantare un numero adeguato — spesso maggiore — di unità follicolari nello stesso tempo.
  • Recupero post-operatorio: la minore manipolazione e la maggiore precisione contribuiscono a una guarigione più rapida e prevedibile.

In sintesi, la tecnologia migliora non solo l’efficienza tecnica ma anche l’esperienza complessiva del paziente.

Ci sono casi in cui non consigliereste comunque un trapianto?

Sì, ed è importante dirlo chiaramente. Non tutti i pazienti sono candidati in quel momento.

Ad esempio:

  • quando l’alopecia non è ancora stabilizzata, come spesso accade nei pazienti molto giovani
  • quando la zona donatrice non ha densità sufficiente
  • o in presenza di determinate condizioni del cuoio capelluto.

In Insparya riteniamo che la chiave non sia operare di più, ma indicare il trattamento giusto al momento giusto. Per questo la valutazione medica personalizzata è sempre il primo passo.

In che modo BotHair UltraPlus® rafforza il posizionamento internazionale del Gruppo?

Il fatto di essere l’unico gruppo clinico al mondo che investe direttamente nella ricerca con un proprio team di ricerca biomedica e tecnologica rafforza enormemente il nostro posizionamento internazionale e la nostra capacità di innovazione nel campo della salute capillare.

Sono previste evoluzioni tecnologiche?

In ricerca e sviluppo non si può mai dire che il processo sia concluso. In Insparya siamo guidati dal miglioramento continuo.

Attualmente stiamo lavorando a nuove soluzioni per migliorare ulteriormente il processo di trapianto, sia in termini di efficienza operativa sia nella preservazione biologica delle unità follicolari e nell’integrazione di sistemi di supporto alla decisione clinica.

L’obiettivo resta chiaro: evolvere in modo sostenuto sulla base di evidenze scientifiche e validazione tecnica rigorosa, rafforzando progressivamente automazione, precisione e prevedibilità.

Per il Gruppo Insparya, BotHair UltraPlus® non è un punto di arrivo, ma una tappa in una strategia di innovazione continua.

Come evolverà il trapianto di capelli nei prossimi anni?

Crediamo che evolverà verso una maggiore integrazione tecnologica, automazione intelligente e standardizzazione dei processi, sempre con un focus sulla preservazione biologica e sulla prevedibilità dei risultati.

Negli ultimi dieci anni l’evoluzione è stata già enorme: siamo passati da procedure prevalentemente manuali con 800–1.000 unità follicolari al giorno e interventi di oltre 12 ore, a interventi ottimizzati che permettono di trapiantare più di 4.000 unità follicolari in meno di 6 ore.

In futuro prevediamo un’integrazione ancora più profonda tra robotica, sistemi di monitoraggio in tempo reale, intelligenza artificiale per la pianificazione e analisi biomedica delle unità follicolari.

L’obiettivo sarà sempre lo stesso: massimizzare la sopravvivenza follicolare, ridurre la variabilità tecnica e offrire risultati sempre più naturali e consistenti.

Tecnologia al servizio della medicina

BotHair UltraPlus® non rappresenta solo un’evoluzione tecnologica. È la concretizzazione di una visione chiara: integrare scienza, ingegneria di precisione, automazione ed esperienza clinica specializzata per offrire procedure sempre più rigorose, sicure e personalizzate.

Differenza tra densità e volume dei capelli